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CAPRINI

RICOTTA DI CAPRA

Tra i latticini freschi di capra a basso contenuto di colesterolo c’è la Ricotta. Questa viene prodotta solo a livello locale, e ha un valore energetico che si attesta sulle 170 calorie ogni 100 grammi di prodotto. Ha un sapore forte, dato dal latte di capra, ma se consumata con la pastasciutta o come ingrediente di ricette complesse come sformati e torte salate, non modifica sostanzialmente il gusto del piatto.

ROBIOLINA CAPRINA

Caprini a pasta bianchissima e morbida; sapore dolce, leggermente acidulo, elegante e avvolgente. Tutti aromatizzati al loro esterno: curry, pistacchio, erba cipollina, cannella, peperoncino.

CACIOTTA CAPRINA

Caciotta caprina prodotta da coagulazione presamica. Ha crosta sottile, pasta bianca, morbida e fresca.

FORMAGGELLA CAPRINA

 Formaggio fresco (circa 1 settimana), forma tonda, pasta morbida. Gusto fresco e delicato, con una leggera nota acidula sul finire. Ottimo da aperitivo, da solo o abbinato ad olio e spezie e/o marmellate.

TOMINI FRESCHI

 Formaggio fresco, forma tonda, pasta morbida. Gusto fresco e delicato, con una leggera nota acidula sul finire.

CAPROTTA

Presidio Slow Food. Ottenuto con latte di capra, è caratterizzato da una pasta morbida dal gusto deciso e persistente. Tipica la leggera fioritura di muffe che si estende sulla sua crosta bianca a stagionatura inoltrata.

PAESANA

Formaggella caprina stagionata 30 giorni. Forma tonda, pasta morbida. Gusto fresco e delicato, con una leggera nota acidula sul finire.

CAPREGGIO

 Stagionatura di 2-3 settimane, forma rettangolare, pasta medio – morbida. Gusto inizialmente intenso ed appagante che si dissolve dopo aver deglutito, lasciando pulito il palato. Crosta morbida ed edibile, color bianco/paglierino.

CAPRINO SEMISTAGIONATO

Formaggio ottenuto da latte di capre al pascolo nei territori della Sicilia occidentale. La sua stagionatura varia dai quattro ai sei mesi, la pasta è compatta e bianca leggermente ambrata con l’aumentare della stagionatura che rende più intensi sapori e profumi.

FORMAGGI DI PECORA

RICOTTA

La ricotta di pecora è un latticino prodotto dal siero di latte scartato durante la lavorazione di un prodotto caseario come, ad esempio, la mozzarella.  Dal colore bianco, con i tipici segni della fuscella, il recipiente perforato in cui si lascia riposare la ricotta. La consistenza è soffice, morbida, ma non elastica. L’aroma è tipico del latte di pecora e il sapore dolce e salato della ricotta. Anche in questo caso come per quella realizzata con latte di bufala, il retrogusto ha sicuramente un odore inconfondibile di erbe e foraggi. Infatti le pecore, soprattutto nelle zone originarie sono allevate ancora come vuole la vecchia tradizione pastorizia, ovvero al pascolo tra prati e verdi colline

PRIMOSALE

Questo tipo di formaggio è particolarmente apprezzato perché viene prodotto con il latte crudo di pecora.
Il formaggio si presenta con una crosta molto sottile, di colore bianco o giallo paglierino e sulla quale è possibile intravedere la trama del canestro dove è stato posto a maturare il formaggio dopo la cagliata. La pasta è invece bianco latte, compatta e piuttosto morbida; la sua consistenza è molto differente dal pecorino classico, infatti si scioglie in bocca come se fosse un incrocio tra la ricotta e il formaggio.

SECONDO SALE

Forma. Cilindrica a facce piane o lievemente concave, la crosta rugosa, dovuta ai segni lasciati dal canestrato di giungo, colore giallo piu’ o meno intenso aseconda della stagionatura; la pasta compatta, con occhiatura scarsa, è di colore bianco o paglierino.
Peso. Varia da 4 a 15 kg con uno scalzo di 10-18 cm e un diametro di 45 cm.
Peculiarità organolettiche. Aromi di fresco, floreale e speziato, gusto deciso, fruttato e piccante, soprattutto se stagionato. Al naso risulta l’odore intenso del latte di pecora e di fieno. Al gusto è friabile e granuloso con sapore decisamente piccante.

RICOTTA SALATA

Latticino di pecora a latte crudo, ottenuto dopo una lavorazione del pecorino siciliano, di cui conserva profumo e aroma tradizionali. Lasciato a stagionare sotto sale e perfetto per essere stagionato.

CACIOCAVALLI E DERIVATI

BURRATA

La burrata è un formaggio fresco, di latte vaccino, a pasta filata e di forma rotondeggiante con aspetto esterno simile alla mozzarella a forma di sacca con la caratteristica chiusura apicale.
Al suo interno la consistenza è invece molto più morbida e filamentosa, simile alla manteca.

CACIOTTA

Realizzata con latte intero crudo di vacche Cinisara al pascolo: aromatico, grasso e molto proteico. Prima della filatura la pasta è manipolata a lungo facendo sì che il formaggio si sfogli in bocca. Formaggio a crosta liscia e lucida, di colore giallo paglierino tendente all’ambrato. Pasta bianca che vira al paglierino con una consistenza morbida e compatta, sapore dolce lievemente acidulo.

CACIOCAVALLO FRESCO

Formaggio della tradizione siciliana da latte intero crudo di vacche Cinisara al pascolo, in terreno montuoso e selvaggio. Il suo latte, aromatico, grasso e molto proteico, unito con caglio d’agnello in una tina di legno, produce una pasta che, rotta minutamente, viene estratta, asciugata, affettata, quindi fatta colare sulla cannara. Nuovamente nella tina, viene coperta di scotta calda, poi ridistesa sulla cannara e pressata. I fogli così ottenuti, dopo una notte a cavallo di un bastone, sono affettati e riposti nel tino per la seconda scottatura. La pasta, lavorata con un bastone e con le mani, viene modellata più volte e schiacciata fra due assi assumendo così la forma di un parallelepipedo. A maturazione ottenuta presenta al naso note di agrumi, di salvia e di fieno secco, mentre in bocca è suadente e lungo, con un finale leggermente piccante.

CACIOCAVALLO SEMISTAGIONATO

Formaggio della tradizione siciliana da latte intero crudo di vacche Cinisara al pascolo, in terreno montuoso e selvaggio. Il suo latte, aromatico, grasso e molto proteico, unito con caglio d’agnello in una tina di legno, produce una pasta che, rotta minutamente, viene estratta, asciugata, affettata, quindi fatta colare sulla cannara. Nuovamente nella tina, viene coperta di scotta calda, poi ridistesa sulla cannara e pressata. I fogli così ottenuti, dopo una notte a cavallo di un bastone, sono affettati e riposti nel tino per la seconda scottatura. La pasta, lavorata con un bastone e con le mani, viene modellata più volte e schiacciata fra due assi assumendo così la forma di un parallelepipedo. A maturazione ottenuta presenta al naso note di agrumi, di salvia e di fieno secco, mentre in bocca è suadente e lungo, con un finale leggermente piccante.

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